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CASTELLINO Arrivati sul monte Velo, all'altezza dell'Altare
dell'Alpino, invece di proseguire sulla provinciale per il passo S.
Barbara, si devia a sinistra e si affronta un breve percorso di circa km
1,600 che passando vicino all'ex Colonia di S. Vincenzo raggiunge malga
Castil (meglio nota come Malga Zanga). Sin qui, pur essendo preferibile
una sana E' il colle di Castil dove rimangono visibili, a testimonianza di un'antica fortezza medievale di montagna, parte della cinta murata quadrangolare attorno al culmine del monte, una cospicua porzione della torre a pianta quadrata e tracce di piccoli fabbricati di servizio: il Castello di Castil. L'antico manufatto è nominato nel 1255 e nel 1265 nell'elenco dei beni dei signori d'Arco. Nel secolo XVI fu adattato a castello di caccia e nel 1703 fu incendiato da una colonna militare francese al seguito del generale Vendome. Da questa posizione i soldati, di guardia nella torre, potevano benissimo segnalare ai militi posti all'interno del castello di Arco eventuali mosse militari provenienti dall'esterno dei confini della Contea. Fra malga Zanga e i ruderi del Castellino, vicino all'antica fontana tuttora esistente, esisteva in passato anche la vecchia colonia intestata alla Marchesa di Bagno, ultima discendente dei Conti d'Arco ramo italiano. Questa colonia fu bruciata dai soldati tedeschi nel 1944 per evitare che diventasse rifugio dei partigiani. Esiste l'intenzione dell'Amministrazione arcense procedere a breve al recupero della vicina malga Zanga. Sarebbe pure auspicabile che siano prese delle iniziative per pulire il bosco e mettere ben in evidenza anche gli antichi e storici resti del Castello di Castil. (teso presentato da IOPPI SELENIO) |