Biotopo e lago di CEI

COMUNE DI VILLALAGARINA - TN

 

 

 

 

 

 

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Biotopo significa letteralmente luogo di vita, dal greco bios (vita) e topos (luogo).. Si tratta di aree protette di piccole dimensioni che tutelano ambienti particolari, un tempo molto diffusi ma divenuti oggi assai rari a causa delle alterazioni causate dalle varie attività dell'uomo. Sono soprattutto zone umide quali stagni, paludi e torbiere, dove vivono piante e animali minacciati di estinzione.

Bagno tra le ninfee (foto Agh)

 

Un po' di storia

Perla di rara bellezza dove sulle rive fioriscono rigogliose le ninfee e nelle acque cristalline dimorano lucci, tinche e trote. Faggi secolari e severi abeti sono le sentinelle di questo piccolo e nascosto angolo di paradiso. Si racconta che l'imperatore Carlo V in uno dei suoi viaggi sia stato ospite proprio qui di una battuta di caccia. Perdersi in questo ambiente è ristoro ed emozione

 

Il Biotopo comprende zone a tutela integrale, corrispondenti agli ambienti umidi, e zone di rispetto nelle quali talune attività umane sono consentite. Non è dunque difficile capire che qui l'elemento naturale di maggior pregio è proprio l'acqua, che - in forma di laghetto, stagno, torbiera, piccola depressione umida, rigagnolo o torrente - compenetra i boschi e i prati di questa zona e le conferisce il caratteristico aspetto paesaggistico e la ricchezza ecologica che le sono propri. La grande presenza di acqua si spiega con l'origine del Biotopo. Le due conche e l'intera Valle di Cei sono state modellate dai ghiacciai che hanno lasciato una cospicua copertura morenica nel fondovalle. Molto tempo più tardi, frane cadute dal Monte Bondone hanno provocato uno sbarramento in seguito al quale nell'intera conca si formò un unico lago: oggi gran parte dell'originario bacino si è prosciugato e, nelle depressioni maggiori, si è colmato di torba. Alcuni studiosi nel 1975 hanno effettuato analisi sul C14 (Carbonio radioattivo) contenuto in campioni di legno di faggio (Fagus sylvatica), prelevati da tronchi sommersi nel lago di Cei ma radicati al fondo (quindi cresciuti prima della formazione del lago), ed hanno così potuto datare all'anno 1250 d.C. (+/-50 anni) l'origine del lago

 

Scrigno di gioielli botanici

Il Biotopo presenta una ricchezza di situazioni vegetali davvero straordinaria. I dossi sono ammantati di estesi boschi in cui predomina il faggio, ma gli elementi di gran lunga più preziosi sono le zone umide, autentici scrigni ricolmi di "gioielli botanici".

 

 

Ninfea (Nymphaea alba)

Pinguicole (Pinguicula vulgaris)

Nannufaro (Nuphar luteum)

 

Il Lago di Cei si presenta bellissimo alla vista proprio in virtù della sua variegata struttura ecologica, con grandi lamineti di ninfee (Nymphaea alba) e nannufaro (Nuphar luteum), scirpeti, cariceti, piccoli lembi di canneto e una costa molto frastagliata.

 

Il Lago di Cei in una foto aerea (foto P. Flamini)

 

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(Testo e foto sono stati estratti dal sito http://www.girovagandointrentino.it/puntate/2002/cei/cei.htm