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Sul
dosso posto immediatamente a monte della strada, in posizione
diametralmente opposta rispetto al laghetto di Pra dall'Albi, sorge
l'antica chiesa di S. Martino.
E'
un sito estremamente suggestivo dove vestigia storiche ed antiche
leggende si combinano dando vita ad uno dei capitoli più
affascinanti e ricchi della storia di questi luoghi.
Si
sa per certo che S. Martino in Trasiel fu sede d'un monastero e poi
di un romitorio.
Rimangono
invece incerti ed oscuri il quando ed il come la chiesa ed il
monastero siano sorti su questo colle.
Il
più antico documento scritto, dove si parla di S. Martino. è
quello riportato dal Zotti nel suo libro sulla storia della Val
Lagarina. Risalirebbe al 1220 ma è molto probabile che la chiesa a
quell'epoca esistesse già da parecchio tempo. L'esame stilistico
costruttivo, di cui ci occuperemo brevemente in
seguito, sembra infatti avvalorare questa ipotesi.
Tre
sono le vie di accesso alla chiesa; il primo, posto alla base del
lato sud del colle, sale diritto fino alla sommità; il secondo,
forse l'accesso principale, parte dal lato est; il terzo, più
tortuoso, sale lungo il versante nord-ovest dalla parte di Pra
dall'Albi. Avvicinandosi alla cima del colle, che alla sommità si
presenta se non pianeggiante almeno uniforme, la chiesa sorprende il
visitatore per le sue forme architettoniche "primitive ma
non rozze" e comunica subito a chi vi arriva una
particolare e felice impressione di serena quiete.
Come
fosse strutturato il monastero è difficile dirlo, certo è che la
presenza di numerose e robuste mura, perse nella vegetazione,
sembrano indicare la presenza di antiche costruzioni, recinti per il
bestiame ed aree terrazzate destinate alla coltivazione.
Per
quanto attiene la struttura architettonica l'edificio si presenta ad
aula unica, con abside circolare (c.f.r. fig.1). Appare evidente la
differenza strutturale tra la parte absidale, con murature di
notevole spessore e l'aula, probabilmente soggetta a più
rifacimenti (Tiella 1964). Sul parato murario esterno dell'abside
sono visibili alcune lesene, chiuse in alto da sottili lastre di
pietra. Questa parte, secondo alcuni autori, sembra risalire a prima
dell'XI secolo (Tiella).
Su
di un affresco databile al XVI secolo, appartenente alle collezioni
del Museo Civico di Rovereto e proveniente dal castello di
Castellano, in un panorama generale della Destra Adige, viene
raffigurata la chiesa di S. Martino affiancata da un campanile. La
presenza di questo manufatto, andato completamente distrutto, sembra
confermata dalla presenza nell'abside di una apertura, oggi murata,
che molto probabilmente metteva in comunicazione la chiesa con la
torre campanaria. Sempre nell'abside, ma dalla parte opposta, una
seconda apertura consentiva di accedere ad alcuni locali
sottostanti.
(Testo
presente sulla bacheca sita nei pressi della chiesetta)
(Le
foto sono presenti sul libro "Storia di S.Martino", di
Roberto Anzelini e Mariano Giordani) |