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"PRA DEL ROVER"

un'antica fabbrica di tegole romane

 

 

 

 

 

 

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Il prato che si estende ai piedi del colle di S. Martino, racchiuso dal colle stesso a sud ovest e dai pendii del "doss dei Berti" a nord, è conosciuto come "Pra del Rovro" o "Pra del Rover".

Qui, secondo la tradizione contadina, anticamente operava una "coppara", una fabbrica di coppi, tegole e laterizi vari.

Secondo alcune testimonianze, qualche decennio fa, le tegole affioravano dal terreno e i bambini giocavano con esse.

Si sa che durante la prima guerra mondiale, a Pra del Rover, l'artiglieria austriaca piazzò dei cannoni e per questo i soldati spianarono la superficie del prato versando il materiale sterrato verso valle. Infatti in quella zona (in fondo al prato), non occorre certo scavare a fondo, basta levare la cotica erbosa per mettere alla luce laterizi di ogni genere: tegole e coppi, alcuni mattoni a forma di rombo, con fregio a spiga e con dei fori che li qualificano per contrappesi da telaio. In mezzo a questi reperti si sono trovati dei pezzi di carbone e dei blocchi di tegole fuse, di struttura vetrosa, rese tali dal troppo calore. Non è difficile pensare di trovarsi dinanzi agli scarti di una fabbrica di tegole visto il copioso materiale frammentario. Il problema sta nello stabilire l'epoca esatta in cui la "coppara" era in funzione.

Da un'analisi dei pezzi, si può affermare che la tegola originaria misurava presumibilmente dai 57 ai 59 cm. di lunghezza, per i 46-48 di larghezza; se ne trovano di due specie: una a forma di coppo, molto grossa, ed una piatta con margini ingrossati che si assottigliano verso l'alto della tegola. Alla base dell'ingrossamento, la tegola presenta un incavo regolare rettangolare profondo circa 6,5 cm. e largo circa 2 cm.

Le tegole venivano affiancate, all'incavo (6,5x4 cm. circa), corrispondeva probabilmente il palo del tetto che impediva loro di slittare; la fessura alla giuntura delle tegole veniva coperta col coppo. La copertura con simili tegole era denominata "copertura a tegole maritate" oppure "copertura alla romana".

Nel muro di cinta del pianoro su cui sorge la chiesa di S. Martino, si trovano infisse delle tegole identiche a quelle del Pra del Rover. Quando furono costruiti quei muri probabilmente la "coppara" non funzionava più e l'ammasso di scarti che ora formano una piccola collina, non era stato ancora coperto dal prato. In ogni caso, certamente funzionava in tempi precedenti.

Inoltre, nella zona di Servis, sopra Savignano, distante tre o quattro chilometri dal "Pra del Rover" e collegata a questo da un'antica strada romana, sono state trovate in alcune sepolture romane le stesse tegole. Addirittura certi segni che il "fìgulus" (tegolaio), come ha osservato uno studioso lagarino, imprimeva con le dita nella tenera argilla, a tegola ultimata, si ripetono sulle tegole del Pra del Rover ed in quelle raccolte a Servis a dimostrazione di come siano state realizzate dalla stessa mano.

Ora, poiché le sepolture scoperte in Servis, vanno da Costantino a Valentiniano, cioè dal 300 al 370 d.C. circa, è da supporre che nella medesima epoca funzionasse la "coppara del Pra del Rover". È logico ipotizzare come la fornace non preparasse solo le tegole e coppi, usati per la copertura di abitazioni, ma fondesse anche tegoloni per sepolture.

Teniamo ricordare infine come i mattoni a rombo con fori rinvenuti sempre a "Pra del Rover", portino lo stesso fregio a spiga rinvenuto sui mattoni di Servis e attribuiti ad epoca romana.

 

(Testo e foto sono presenti sul libro "Storia di S.Martino", di Roberto Anzelini e Mariano Giordani)