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"CASTELBARCO"

 

 

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I CASTELBARCO

 

Non si conoscono i nomi dei primi signori che dominarono a Brentonico, ma in un documento del 1.231 si trova il nome del signor Liberto di Brentonico e si sa che la sua famiglia dominò fino verso il 1.300, quando si estinse.

Ma già nel 1.211 il signor Briano di Castelbarco chiese ai vescovi di Trento di costruire la sua residenza sul Palù: la richiesta fu esaudita a patto che venisse distrutto il castel Lione a Castione.

La famiglia Castelbarco. nel XIII secolo, diventò sempre più ricca e potente, conquistando castelli e case fortificate in tutta la val Lagarina e anche Brentonico, col tempo divenne un loro dominio. Guglielmo di Castelbarco nel 1.307 comprò molti possedimenti ed ottenne l'investitura del nostro paese. Il castello Dosso Maggiore divenne la sua residenza

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CASTEL BARCO

 

 

Per andare al Castello di Dosso Maggiore si parte dalla chiesa di San Rocco e si prosegue verso Lerà. Quando si arrivava al bivio, si gira a destra verso il campo sportivo. Lì vicino, in mezzo alla pineta, c'è una croce, che è stata consacrata il 14 agosto del 1825.

Anticamente qui sorgeva la chiesetta del castello, dedicata a Santa Caterina. Ora non c'è più, perché fu abbandonata e lasciata andare in rovina dopo la distruzione del castello stesso.

Il castello era stato costruito su un dosso, per essere in una posizione strategica; da lì si vedeva tutta la valle e si dominavano i paesi dell'altopiano di Brentonico.

Da documenti e da pitture giunte fino a noi, si vede che il castello era protetto da alte muraglie merlate, a destra, si trovava un portone. Dai due angoli della muraglia partivano delle mura che si aprivano verso valle: al centro c'era un portale e alla fine c'erano due piccole torrette. Al centro si vede il mastio che si innalzava al di sopra delle mura e dominava la valle.

Il castello sembra sia stato distrutto e ricostruito più volte. Guglielmo (di Castelbarco) dominò fino al 1.411, e poi, come dichiarato nel suo testamento, essendo morto senza eredi, lasciò tutti i suoi beni alla repubblica di Venezia.

Il castello fu distrutto, come scritto anche in precedenza, nel 1.703 dal generale Venderne

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Ricerca scolastica dei bimbi delle elementari di Brentonico,

fornita dalla loro insegnante Costanza Mozzi

 

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Castello di Dossomaggiore

Ruderi su proprietà privata. Visibile sopra l'ultimo tornante della strada provinciale che sale da Mori, prima di entrare nell'abitato di Brentonico.

Dei castelli e delle case fortificate citate nel medioevo a Brentonico, rimangono solo due vestigia: Castel Sajori, su un dosso presso Cornè, e il Castello di Dossomaggiore. Per quest'ultimo si tratta dei resti di un muraglione che scende verso valle e che raggiungeva addirittura i 10 metri d'altezza, di una vasta cisterna ora semicolmata, di perimetri di costruzioni e di frammenti di coppi che si confondono nella vegetazione. Il castello, infatti, oltre a essere stato distrutto dai francesi di Vendôme, fu teatro  della Grande Guerra, e la zona venne scavata da trincee. Taluni, forse erroneamente, lo hanno identificato con il Castrum Bentronicum distrutto dalla calata dei franchi nel 590;

Certo è che con il Duecento la nobile casata dei Brentonico è in grave decadenza, tant'è che Dossomaggiore passa ai Castelbarco, proprietari anche del citato Castel Sajori.

Entrambi questi castelli, assieme alla chiusa-fortezza di Serravalle-Chizzola sull'altro lato della valle dell'Adige, furono acquisiti dalla Serenissima durante l'invasione veneta, quindi dagli Asburgo dopo il Cinquecento.

Testo e foto tratti da <PERLE D'ITALIA - Castelli e Torri in Trentino> del Touring Club Italiano

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